Global Voices fa il punto sulla crisi

Un ottimo articolo che riassume la situazione fuori dall’Occidente, mostrandoci la portata della crisi e le molte ramificazioni taciute dai media… semplicemente perché non fanno notizia.

Oggi il mondo sembra piatto. Dall’Asia all’Africa e alle Americhe la popolazione mondiale sta vivendo gli effetti traumatici della recessione economica globale. Questo post cerca di descrivere l’impatto sociale giocato dalla grossa crisi finanziaria sui comuni cittadini.

I segni della crisi maggiormente commentati sono il crollo di Wall Street e il collasso del mercato immobiliare negli Stati Uniti. Senza sminuire questi sfortunati disastri economici, dovremmo anche far luce su altri indici della crisi, quelli vissuti giorno per giorno dalla gente di tutto il mondo.

La recessione economica, ad esempio, sta costringendo molti sud-coreani a modificare o rinunciare ai previsti viaggi. Ciò ha colpito l’industria turistica del Brunei [in], meta privilegiata da molti in Corea del Sud. A causa del ridotto numero di turisti globali, gli impiegati dell’industria turistica egiziana [in] lamentano ritardi nella corresponsione degli stipendi.

Il calo delle spese dei consumatori negli Stati Uniti ha anche ridotto la domanda di articoli di vestiario realizzati in Bangladesh. Cosa che ha comportato una flessione nell’esportazione degli articoli di abbigliamento dal Bangladesh [in], fonte di impiego per gran parte della popolazione. Il Bangladesh esporta i propri prodotti principalmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

In Russia [in], la crisi finanziaria è attestata dalla riduzione della spesa pubblica in materia sanitaria [in]. In Giappone, la recessione si è manifestata attraverso i reportage sulla riduzione [in] degli orari di lavoro dei grandi esercizi commerciali, sul crollo [in] delle vendite automobilistiche e sul crescente aumento di disoccupati e senzatetto nei centri di accoglienza temporanei [in], nei parchi e persino negli internet café.

Il congelamento dell’economia [in] in Ucraina è da intendersi alla lettera, a giudicare dalla sospensione, a dicembre, in molte zone di Kiev della fornitura di acqua calda per una settimana, a causa delle bollette inevase. [...]

A Hong Kong, indiscusso caposaldo della comunità economica globale, si è appreso incredulità che le azioni del gruppo HSBC sono precipitate in] al minimo storico dal 1995. Lo shock ha assunto il volto di una commentatrice televisiva che la settimana scorsa riportava tra le lacrime l’incredibile collasso del gruppo HSBC.

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